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Cenni storici

Sant’Agata Bolognese: terra di eccellenze, storia, cultura e tradizioni.

Sant’Agata Bolognese “Città della Lamborghini”, recitano i cartelli posti agli ingressi del paese visibili a coloro che si accingono ad entrare in questo piccolo paese dislocato tra le provincie di Bologna e Modena.

Il territorio ospita, infatti, la sede della prestigiosa casa automobilistica del Toro, fondata nel 1963 da Ferruccio Lamborghini: una storia italiana di successo, che ha dato vita ad una delle maggiori realtà produttive di eccellenza in campo automobilistico e che ha portato alla realizzazione del Museo Lamborghini (https://www.lamborghini.com/it-en/experience/museo).

Terra dei motori dunque … dove la vocazione motoristica diventa la chiave d’ingresso per scoprire un paese e il proprio patrimonio storico-culturale, molto ricco e che affonda le sue radici nel tempo.

Sant’Agata Bolognese, infatti, nel corso dei secoli, è stato teatro di varie vicende che ne hanno mutato la connotazione, nome e confini: un lungo percorso evolutivo che ha lasciato tracce importanti sul territorio. Il paese, come del resto gran parte della Pianura Padana, ha origini alluvionali e, dai reperti archeologici ritrovati, si suppone che i primi stanziamenti umani in zona, siano riconducibili all’Età del Bronzo. In fase successiva si è andata a sviluppare, in queste località, la civiltà “Terramare” organizzata in villaggi di capanne costruiti su terrapieni utilizzati a scopo difensivo.

In epoche successive, Sant’Agata è stata poi interessata dalle invasioni di varie popolazioni celtiche provenienti dall'Europa nord-occidentale, dominazioni che sono perdurate fin verso il 200 a.C., quando i Romani le colonizzarono. Dell’epoca romana le campagne di Sant’Agata riportano ancora oggi il sistema di ripartizione delle terre basato sulle centurie e, oltre alla Centuriazione Romana, sono pervenuti fino ai giorni nostri altre importanti testimonianze dell’epoca. Recenti studi archeologici hanno infatti riportato alla luce un importante sito presso cui era collocata una villa rustica romana con annesso un pozzo, nella cui cavità (a circa 10 metri di profondità), sono stati rinvenuti, stratificati nei diversi livelli di terreno, incredibili reperti ben conservati: brocche, recipienti in bronzo e rame, suppellettili, cesti, oggetti in metallo, ed anche resti organici di animali e vegetali. Questi reperti hanno dato corpo all’esposizione museale “La Villa nel Pozzo” attualmente visionabili presso il Palazzo Comunale.

Sull’origine dell’attuale centro storico, si suppone invece che, in epoca medievale, il paese avesse l’impianto di un villaggio fortificato, detto castrum, divenuto poi in seguito insediamento civile. Una sorta di piccola fortificazione che contemplava due porte una “di Sopra” e una “di Sotto”. La torretta di Porta Otesia ha sostituito, nei restauri dei secoli XVII e XVIII, la vecchia originaria bertesca ed è oggi il simbolo di Sant’Agata Bolognese. Nella facciata interna si trova ancora oggi incastonato il pubblico orologio che fin dalla metà del Cinquecento era posto nella torre. Le basi di entrambe le Porte utilizzate a presidio di guardia per l’ordine pubblico, avevano dei locali adibiti a prigione: come testimonia la piccola cella con pesanti grate e sbarre tutt’ora presente sotto l’edificio di Porta Otesia. Lo stesso edificio ospita la Sala del Consiglio e lateralmente si trova l’Oratorio dello Spirito Santo. Un antico vestibolo in cui sono presenti due altari sormontati dalle statue della Beata Vergine del Carmine e di Sant’Antonio da Padova, opere dello scultore Filippo Scandellari (1717-1801), e che agli inizi del Cinquecento, si è arricchito di tredici affreschi raffiguranti gli Apostoli.

Sant’Agata Bolognese, per la strategica posizione geografica che la vede collocata sul crocevia di diversi paesi, è stata terra di confine sin dall’epoca dei Longobardi e Bizantini, la cui linea di demarcazione di queste differenti popolazioni era tracciato dal torrente Muzza, periodo del quale rimane la Via Cassola (o Piccola Cassia) detta la “Via Longobarda”, ancora oggi percorribile. Diverse civiltà si sono quindi succedute su questi territori, lasciando testimonianze di vario genere, come per esempio pergamene e manoscritti conservati presso l’archivio della Partecipanza Agraria di Sant’Agata (http://www.partecipanza.org/ ), antica istituzione locale che, a sua volta, rappresenta un patrimonio di grande valore storico – documentale per la nostra comunità.

Infine, per tornare ai giorni nostri, ricordiamo che Sant’Agata Bolognese ha dato i natali alla Regina della musica italiana: Nilla Pizzi, che nel 1998 è stata designata Madrina d’eccezione all’inaugurazione del Teatro Comunale Ferdinando Bibiena (www.teatrobibiena.it), teatro storico tornato al suo antico splendore e alla sua funzione principale.

 

Sant'Agata Bolognese: town of excellence, history, culture and traditions.

Sant'Agata Bolognese "The Lamborghini City", so it is written on the road signs at the town entries, visible to the tourists arriving in this little town located in the area between Bologna and Modena.

This area, as a matter of fact, is home to the renowned car manufacturer founded in 1963 by Ferruccio Lamborghini - an italian story of success that lead to one of the biggest quality manufacturing companies in the automotive sector, as well as the Lamborghini Museum (https://www.lamborghini.com/it-en/experience/museo).

In this land, the motor industry is key to discovering the town as well as its rich and ancient historical-cultural heritage.

Over the centuries, many historical events altered the town's features, name and borders: a long evolution that marked the territory.
Sant' Agata, as is the case with most of the Po Valley, has alluvial origins - on the base of archaeological finds, the first human dwellings probably date date back to the Bronze Age. Later on, the “Terramare” culture developed in this area: the Terramare people were settled in hut villages, built on embarkments on defensive positions.

Sant'Agata was then invaded by various Celtic populations native to north-western Europe, whose domination lasted until about 200 B.C., when the town was colonized by the Romans.
The layout of the countryside near Sant'Agata, based on the ancient roman land measurement system called centuriation, is still visible to this day. Moreover, important historical evidence dating back to this era has been found: recently, archaeologists uncovered a significant site displaying a roman rural villa including a 10 meters deep water well. Many incredible and well preserved items, stratified in the various soil layers, were discovered in the pit: ewers, bronze and copper artifacts, furnishings, baskets, metalic objects, organic remains of animals and plants. These finds are now part of the Museum exhibition “La villa nel pozzo” (“The Villa in the Well”), currently on display in the Town Hall.

When it comes to the present-day historical town center, during the Middle Ages it supposedly had the layout of a fortified village, also called castrum, which became an inhabited settlement later on: it was a kind of a little fortification which comprised two gates,“di sopra” (upper gate) and “di sotto” (lower gate).
The little tower on top of the Otesia gate, which was added in order to replace the orginal bretèche during 12th- 13th century restorations, is now the symbol of Sant'Agata Bolognese. Even now, the public clock can be found by looking at the internal facade of the turret and it was placed there in the mid 16th century.
Both gates, used as a defense and to secure public order, had a prison at their base: it can be deduced by noticing the little prison cell with grating and bars located under the Otesia gate building, still visible to this day. This very building is home to the Town Council, while the Oratory of the Holy Spirit is connected laterally: it is an ancient hallway with two altars and the statues of the Blessed Virgin of Mount Carmel and St. Anthony of Padua, created by the sculptor Filippo Scandellari (1717 – 1801). At the beginning of the 16th century, 13 frescoes depicting the Apostles were added.

Sant'Agata Bolognese, thanks to its strategic position at the intersection of many roads to different cities, has always been some kind of borderland – even during the historical period of the Lombard and Byzantine domination. As a matter of fact, back then, the border between these two populations was outlined by the Muzza torrent. Today the Via Cassola (or Little Cassia), also called “Longobarda road”, is still able to be travelled on.
Various ancient civilsations left their traces in these territories, inluding historical evidence of many kinds, such as scrolls and manuscripts which are now preserved in the archives of the Partecipanza Agraria of Sant'Agata (http://www.partecipanza.org/ ), – an ancient local institution of great historical-documentary value in itself and for our community.

Last but not least, let's not forget that Sant'Agata Bolognese is the birthplace of the queen of Italian music: Nilla Pizzi. In 1998 she was chosen as patroness for the grand opening of the renovated Ferdinando Bibiena municipal theatre (www.teatrobibiena.it), which is now back to its ancient splendour and main function.

Traduzione a cura di Eleonora Grimandi

Contatti

Sede municipale: 
Via 2 Agosto 1980, 118 - Sant'Agata Bolognese (BO)

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teatro bibiena

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